dom
10
gen
2010
Dal Dipartimento IMMIGRAZIONE del CAD Italia
2 in basso
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#1
ITALIANI… BRAVA GENTE !
Di Luigi Morandini
Dal 1955 in poi molti lavoratori italiani di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese emigrarono verso l’Europa. In quegli anni s’ebbe il boom dell’emigrazione dei nostri connazionali che raggiunse – si pensi un po’!- la rispettabile cifra di circa 3.000.000 di unità.
La maggior parte di questa forza lavoro salì verso la Germania e la Svizzera.
Oggi in Italia circolano circa 2.000.000 di emigrati da altri Stati del Mondo sfuggiti a guerre, fame, persecuzioni razziali e soprattutto armati del proposito di migliorare la proprie esistenze in una terra che il Pianeta conosce come civilissima e di antica tradizione.
Rosarno Calabro fa parte dell’Italia.E’ una antichissima cittadina fondata nel sesto secolo avanti Cristo dai Greci. Conta circa 15.000 abitanti e sovrastra la grande Piana di Rosarno.
Vi è una fiorente economia agricola e per tale ragione la mano d’opera in gran parte africana per anni ha fatto comodo alla cittadina.
Molti immigrati si sono qui attestati fornendo lavoro a prezzi da vergogna. Guadagno bassissimo, necessità di vivere ed alimentarsi per poter continuare a lavorare li hanno costretti ad accamparsi in luoghi privi d’ogni più elementare struttura abitativa. A vedere le foto mostrate dai media siamo a livello più basso delle più misere stalle, inferiore alle stive delle navi negriere.
Chi ha permesso questo schifo? Il sindaco della città, il Prefetto della Provincia, i Sindacati dei Lavoratori che vanno in piazza a sventolare bandiere di guerre e a suonare tamburelli, il Presidente della Provincia, il Presidente della Regione, i Magistrati, le Forze dell’Ordine, i giornalisti…erano tutti assenti?
E su questi lavoratori dal colore della pelle nera ( come se averla bianca costituisce un privilegio naturale!) dal sudore agre, dalla rassegnazione all’umiltà, v’è anche qualcuno che ha usato le armi.
Povera gente!
Noi dalla pelle bianca siamo andati nelle loro terre a renderli schiavi, andammo ed andiamo tutt’ora a rubare i prodotti spesso ricchissimi delle loro terre. Li abbiamo costretti a scavare, a morire per darci persino i prodotti finiti. Abbiamo creati i caporali per dominare la masse. Abbiamo armati e ben foraggiati questi ultimi perché poi diventassero nostri complici.
E quando alcuni sono scappati in cerca dell’Eldorado ci siamo lamentati che varcano i nostri confini non protetti da serie leggi statali… e li abbiamo anche affamati e presi a fucilate!.
Pensiamoci un po’ su. Cominciamo a dire che sono esseri umani, riflettiamo sul fatto che coloro che vengono seriamente ad aiutarci (permesso di soggiorno o meno!) ci fanno comodo e alla fine giungeremo a pensare che bisogna dar loro un giusto compenso, la soddisfazione di tornare dal lavoro e trovare un letto sul quale riposare, un po’ di cibo salubre… finiamola di dire “ sono negri” perché con l’andar del tempo ci facciamo la figura degli imbecilli e quella degli “italiani…brava gente!””
Il CAD è sempre con chi soffre e non si occupa del colore della pelle che comunque racchiude un’anima, un cuore, delle speranze e dei sogni. Si invitano le Autorità a ponderare su questi temi e ad un miglior controllo del territorio. Per uno scambio di opinioni tutti ci possono contattare attraverso la redazione di METROPOLIS o telefonare al numero telefonico CAD 345983797
Ufficio Stampa e Comunicazione
Del CAD Regionale del F. V.G.
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#2
I fatti di Rosarno rendono evidenti le conseguenze negative dell'immigrazione clandestina.Va colpito il lavoro nero,senza nessuna tolleranza, perchè è una vergogna che produce inciviltà ed è un aiuto diretto all'immigrazione clandestina e all'andrangheta.
Applicazione della legge con sanzioni dure contro gli imprenditori che assumono lavoratori in nero sfruttandoli, il profitto non può portare alla mortificazione della dignità di migliaia di esseri umani.
Per non parlare delle condizioni di degrado in cui vivevano un migliaio di poveracci, sotto gli occhi di tutti, come valutare l'opera del Commissario Prefettizio di Rosarno? E del Direttore della ASL locale?. Si confida che questa storia serva di lezione per tantissime altre situazioni tutt'ora in atto ( Sicilia, Puglia e Campania). 