Circoli cittadini
I CAD circoli sono locali e tematici (questi ultimi anche senza riferimento ad un ambito territoriale).
Per la costituzione del CAD spontaneo o circolo, è necessario un numero minimo di 30 associati a CAD nei comuni fino a diecimila abitanti, e di 50 in quelli con popolazione superiore.
La richiesta di istituzione di una sede CAD deve essere istruita dai Presidenti Provinciali ed inoltrata per l’autorizzazione al Presidente Regionale.
Nelle grandi città, possono essere costituiti CAD Cittadini, riguardante l'area metropolitana, con caratteristiche equparabili a quelle dei CAD Provinciali.
CAD Circolo CITTA' DI ROMA
Riccardo Quacquarelli
Via Guglielmo Iozzia,12 - 00131 Roma
tel 347 4850110 - Fax 06 86207948
sito internet : CAD Città di Roma
Presidente Riccardo Quacquarelli
|
||
|
||
|
||
|
||
|
|
* STAGE * · Il 10 e 17 Maggio 2003 ha partecipato ad un seminario promosso dalla “Schiavi Communications S.r.L.“ dal tema: " Il mercato del lavoro: Cosa vuole e come offrirsi " * SEMINARI * Ha partecipato ai seguenti seminari presso la facoltà di Economia, Università degli Studi di Tor Vergata , ROMA · 10 Aprile 2005 - "Aspetti legislativi legati alla costituzione d'impresa" · 11 Maggio 2005 - "Aspetti organizzativi di un'impresa in avviamento" · 15 Giugno 2005 - "Strategie di Marketing per il lancio di un prodotto o servizio".
· 06 Luglio 2005 "Guida alla preparazione di un Business Plan". · 13 Luglio 2005 - "Preparazione del Business Plan : gli standard E2BLab" · 24 Novembre 2005 - “Analisi delle varie forme di finanziamento sul territorio
· 16 Gennaio 2006 - “Come si forma un prezzo per prodotti / servizi“. · 15 Giugno 2006 – Ha presentato un progetto per la realizzazione di una HOLDING
· E' stato candidato nel II° Municipio di Roma ed alla Camera dei Deputati alle Elezioni Politiche ed Amministrative nell'anno 2008 per l' M.P.A. (Movimento per l'Autonomia) |
News dal sito www.tuttaroma.org
convegno “ ACCOGLIENZA PER L’INTEGRAZIONE E LA SICUREZZA “ organizzato da «Assoforum 2007».
Hanno parlato sottosegretari, europarlamentari, consiglieri e assessori, ed alcuni dei presidenti delle 14 associazioni di romeni iscritte al coordinamento, cioè i rappresentanti dei diretti interessati, di quelle voci della società civile che chiedono ascolto e diritti.
Si è partiti da un dato di fondo: secondo uno studio dell’ONU, nei prossimi 15 anni la popolazione dei Paesi sottosviluppati toccherà quota 6 miliardi, contro gli 1,8 miliardi delle regioni sviluppate.
I flussi in entrata >>> segue su Dettagli
saranno enormi, decisamente maggiori rispetto a oggi, e se l’Italia non riuscirà a sviluppare una cultura multietnica adeguata, si troverà a fare i conti con un’ondata di xenofobia.
«Le istituzioni devono attrezzarsi, mentre noi stiamo andando in direzione contraria», è critico Potito Salatto, presidente di Assoforum e moderatore dell’incontro. «Per esempio - precisa - non rema verso l’accoglienza la tassa di 50 euro per il permesso di soggiorno, specie dopo che gli immigrati sono costretti a mettersi in coda davanti agli uffici alle tre del mattino».
Sono state comunque proposte concrete quelle introdotte dalla relazione del vicepresidente Pierluigi Borghini, il primo a dare l’esempio: nella sua azienda, infatti, ha appena assunto Cristinel Verbuncu, il romeno cui il rogo di Castel Fusano ha strappato moglie e figlio.
Poi è toccato a Giancarlo Germani (associazione «Italia-Romania»), che ha parlato delle procedure per snellire le modalità di voto per gli stranieri ed eliminare le lungaggini in vigore oggi.
Iulian Manta (associazione «Voce dei romeni») si è soffermata invece sulla sicurezza e i controlli sui luoghi di lavoro, mentre Laura Vasii (associazione Dacia Felix) sul prossimo varo, a Roma, di un progetto che favorisce l’insegnamento dell’italiano come seconda lingua per i cittadini comunitari e non, e che allo stesso tempo prevede un’adeguata formazione degli insegnanti.
Ancora, Iamandii Mihaela (associazione «Rosa dei venti») ha presentato un'iniziativa, già approvata da Alemanno, che porterà a breve alla creazione di un’area d’incontro attrezzata per i romeni, mentre Alina Harja (associazione «Amici Romania») ha tracciato un quadro relativo alla situazione negli asili nido, ricordando quanto già è stato fatto sul piano dell’integrazione e quanto ancora può essere realizzato.
«L’accoglienza è la precondizione», ribadisce Salatto, che intanto lavora per dare vita in Comune a una consulta permanente dell’associazionismo, e già anticipa la sua idea più recente: quella di creare uno sportello pubblico aperto tutti i giorni e riservato ai romeni, che con 60mila residenti (censiti) rappresentano la comunità straniera più popolosa della capitale.
«Questo sarà un altro piccolo passo - conclude il presidente di Assoforum - per trasformare l'accoglienza in integrazione e sicurezza.
L’ europarlamentare Alfredo Antoniozzi invece ha ripetuto ciò che aveva già detto prima che la Romania entrasse a far parte della Comunità Europea e cioè quella di chiedere una moratoria “ come fecero altri paesi della comunità” perché l’Italia non era pronta a recepire un flusso di gente così vasto per mancanza di adeguate strutture.
In conclusione, il Sindaco Alemanno ha confermato la disponibilità della giunta affinché sia creato lo sportello unico per la comunità Romena affidando la gestione alle stesse associazioni Romene.