ENERGIA SOCIALE ALL’ ENERGIA

 

Dopo aver fatto il punto sul tema Sanità e aver indicato le linee guida condivise

da intraprendere con l’impegno caddiano, passiamo la nostra serena riflessione sul tema Energia, ossia sul “carburante” che il Paese deve avere per soddisfare il proprio fabbisogno energetico insieme all’alea in eccesso ponderato indispensabile ad alimentare futuro, crescita e riserve.

Purtroppo dobbiamo rilevare che il Paese in questo vuoto politico che perdura dagli anni ’90, non ha saputo darsi una propria PROGRAMMAZIONE ENERGETICA, sempre assoggettata ai diversi interessi energetici predominanti, per cui senza una propria linea non possiamo neppure mediare o integrare Progetti Internazionali.

E’ andato in apparente crisi il cartello del petrolio e si stà facendo ogni cosa per aiutare le energie rinnovabili, che seppure meno redditizie nel rapporto costi produzione, presentano un impatto ambientale ideale, tanto che a supporto anche il Governo Prodi decise di incentivare gli impianti rinnovabili con incentivi statali, pagati dalla utenza vigente, quindi con le bollette.

Malgrado ciò rileviamo purtroppo che a godere degli incentivi sono come al solito

i grandi gruppi accompagnati dalle banche e nulla si è fatto per aiutare la sollecitazione per impianti di microproduzione da 3Kw a 6 Kw. indirizzati all’autonomia sociale dell’utente, una sorta di microproduzione cooperativistica che rendendosi indipendente possa togliersi dal collo il cappio della bolletta.

Avete capito ? Oggi l’incentivo ai grandi impianti e ai soliti noti li pagano i poveri cristi con le loro bollette…..e se non paghi ti stacchiamo !!! I Governi hanno sempre incentivato una forma di prelievo alla Robin Hood ….alla rovescia.

Capiamo che è difficile andare a prendere i soldi al popolo che vota, ma li avete tolti anche a quello che non vota e oggi siamo ad una stima dal 40%, se dovesse riprendere coraggio questa platea, pensiamo che tali anomalie sarebbe molto più difficile concepirle.

Ma perché ci si “scervella” sempre per spremere limoni già spremuti ???!!!!!

Sappiamo da dichiarazioni istituzionali che l’ “Industria del Malaffare” genera in Italia il 40% del PIL e questo viene tenuto rigorosamente e ufficialmente conservato nelle politiche di Bilancio, obbligati per mantenere un rating “nonterzomondista”. Pensate che sarebbe successo al nostro Paese omettendo questo valore !!!!

Bene, si fa per dire, ma come pensate di andare a colpire gli evasori, quando si sa per certo che posso intervenire solo sulla parte “sana e ingenua” ?? Cioè solo su quella produzione del 60%, che già paga ed è tartassata dalle diavolerie di uno Stato “impositore” strabico ???

Si capisce che si è costretti a togliere il sangue al “morto”.

Siamo bistrattati dalla burocrazia “perbenista”, che ci chiede certificati Antimafia per le iniziative più minimaliste, abbiamo dato spazio e campo aperto ai capitali “sinistri” (di dubbia provenienza) che si appropriano liberamente di significative fette di mercato acquistando in Borsa azioni, se ne impossessano “lecitamente” facendo diventare istituzionale la loro parte di PIL, fanno incetta soprattutto nel campo energetico, ambientale (rifiuti), alla faccia del “sudditosociale”, che impotente e conscio della sua passività deciderà di portare quel 40% di non voto al 60% per mancanza di Progetti e prospettive che ne difendano principi e valori.

Siamo Cristiani e abbiamo Fede, cioè caddiani, alla favola del “diavolocomunista” non ci abbiamo mai creduto, oggi il diavolo è l’intreccio del cinico potere “virtualmente verticistico”, “occulto” e “servodipendente” a regole estranee alla nostra cultura.

Facciamo appello al nostro pensiero, alle nostre coscienze, raccordiamoci, agiamo da “azionisti popolari”, diamo forza ad un mercato dove prevalga una democrazia economica che riconosca, preservi e imponga il livello di sociale sostenibile coniugato alla società moderna.

Intanto facciamo passare il concetto che nella prossima Legislatura non voteremo alcun personaggio dell’attuale Parlamento, “impresentabili” in quanto traditori della delega elettorale.

Chi ha avuto il mandato non può delegare a sua volta. ed avere poi la faccia tosta di ripresentarsi a chiedere una fiducia da rivendere. BASTA !!!!!!!!

I Partiti non ci sono più, sono rimasti solo i Padroni dei “partitifinti” che non hanno il coraggio delle loro azioni davanti al Popolo Spremuto.

Troviamo una formula per uscire da questa “gabbia rappresentativa” di burocrati cooptati, mettendo in campo formule e progetti atti a ridare fiducia all’elettorato “amorfo e nauseato”, tanto che “gli addetti ai lavori” possano finalmente smetterla di dire “scusate il disagio” ad ogni piè sospinto.

Nella prossima rubrica affronteremo il “Come dare Energia Sociale all’Energia” per promuovere finalmente un Piano Regolatore Nazionale, mosaico di quelli Regionali, distinguendo macro e micro produzione.

 

 

Roma 01-12-2011

 

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Nome: AMISANO p.i. Natalino

 

Indirizzo e-mail: amisanogallon9@libero.it

 

Messaggio: Fa piacere riscontrare approfondimenti tecnicie miglioramenti poitenziali, ma probabilmente state gia' proseguendo anche nel campo (e quindi perfezionando di conseguenza) certificazioni, ulteriori aspetti sulcampo defiscalizzazione... complimenti e fa piacere essere al corrente di eventuali convegni o anche semplici aggiornamenti!Natalino AMISANO

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