N.6 COME FARE SOCIAL ambiente

Dopo aver valutato le politiche che si sono attuate per verificare lo stato di salute dell?ambiente in una logica globale, verifichiamo quale idea mettere in campo per migliorare il sistema in termini sociali. Sappiamo che il problema “ambiente” è molto complesso, articolato e risultante di una serie di complicati e delicati equilibri chimici, biologici, economici e politici.

Solo un sistema organizzato con poche e chiare linee di comportamento, che prevedano sanzioni importanti e attuabili, coordinato da un'unica cabina di regia ( da un’unica Authority che comprenda al suo interno tutte quelle ora esistenti) può traguardare con relativa tranquillità al nostro futuro ambientale.

Purtroppo, il sovrapporsi di leggi e regolamenti, comunitari nazionali e regionali, spesso molto complicati in termini tecnici lascia spazio a chi per semplice, ma non esiguo, interesse economico attua una filosofia di comportamento che non ritiene che la tutela dell’ambiente sia una priorità ne un dovere sociale.

Troppo spesso gli interventi nella logica delle emergenze risultano essere il comportamento ordinario. Bisogna ragionare in una logica di pianificazione e programmazione strutturale degli interventi solo attraverso comportamento virtuoso è possibile ottimizzare le spese e ridurre i costi: tutte queste prerogative miscelate saranno indispensabili a redigere un PIANO REGOLATORE PROGRAMMATICO per L’AMBIENTE, chiaramente da affidare per la gestione e il controllo alla “super-Authority”.

 

Pianificare, utilizzare la migliore tecnologia, monitorare e controllare costantemente gli impatti dei processi sul territorio e sui cittadini sono i punti cardini di una sostenibile politica ambientale.I giovani, che al più presto dovranno occupare lo spazio politico lasciato dai “padreterni dimissionari”, quale nuova classe politica si dovranno battere per questi concetti.

 

Attualmente siamo in presenza di una società energivora, abituata alla filosofia usa e getta, con uno stile di vita, ormai condiviso da tutti, che difficilmente crede realmente nella possibilità di riduzione dei consumi energetici.

Energia che può essere prodotta attraverso il ricorso a due principali strategie, da fonti non rinnovabili (carbone, petrolio, gas, oli combustibili) o da fonti rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, eolico e minieolico, idroelettrico e mini idroelettrico, geotermico, bruciando rifiuti con piccoli impianti di termovalorizzazione sparsi nel territorio e biomassa).

L’uso delle risorse non rinnovabili porta inevitabilmente alla produzione di CO2 con un conseguente innalzamento della temperature del pianeta (effetto serra) vincolando la produzione di energia ad una risorsa che nel tempo continua a diminuire fino all’esaurimento. Non è da sottovalutare il fatto che tali risorse siano maggiormente presenti in aree geografiche ben definite divenendo inevitabilmente strumenti di pressione economiche e politiche.

L’adesione dell’Italia al protocollo di Kyoto, che impone agli Stati firmatari, la riduzione delle emissioni di anidride carboniche, per ridurre l’effetto serra ha dato un impulso decisivo all’incremento di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili.

Queste fonti energetiche, oltre ad essere inesauribili, sono ad impatto ambientale nullo in quanto non producono né gas serra né scorie inquinanti da smaltire.

Sta diventando indispensabile adottare una politica che consenta di operare efficacemente ed efficientemente all’interno del complesso “sistema energia” facendo ricorso essenzialmente a due tipologie di interventi:

• azioni volte alla massima diffusione possibile di sistemi di energia alimentati da fonti rinnovabili;

• azioni volte al conseguimento del massimo risparmio energetico possibile con un opportuno efficientamento.

L’uso complementare e sinergico di entrambe queste linee di azioni è la soluzione del complesso problema energetico-ambientale.

 

Compito delle istituzioni è quello di stimolare il mercato e la ricerca nell’ambito della produzione di energia attraverso le fonti rinnovabili attraverso una serie di iniziative tra di loro complementari:

 

- Semplificare, la procedura di autorizzazione e allaccio alla Rete,

- Adottare provvedimenti autonomi di detassazione o di incentivazione per le aziende produttrici tecnologia e servizi legati all’uso delle energie rinnovabili,

- Adottare provvedimenti autonomi di detassazione o di incentivazione per ampliare o rinnovare in “Conto Energia” per quelle aziende che investiranno nel territorio regionale,

- Per le aziende produttrici di beni e servizi che all’interno della loro area realizzano impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili deve essere prevista una semplificazione delle procedure amministrative relative alla loro attività primaria, ed una erogazione agevolata di credito ,

- Semplificazione delle procedure amministrative per la realizzazione di edifici di nuova costruzione che abbiano integrato una impianto di produzione di energia da fonti rinnovabile,

- Incentivazione ulteriore a tutti i progetti di energia-sociale, con particolari corsie preferenziali a chi si impegna a riguardo.

 

Puntare sulle fonti energetiche rinnovabili, può rappresentare una straordinaria occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre a stimolare la ricerca e l'innovazione tecnologica.

Infine gradiremmo che in un’ottica di sintesi ambientale si studi un Protocollo Internazionale che oltre a diminuire la CO2, diminuisca parimenti il livello della Fame nel Mondo. Promuoviamo questo impegno di SOCIALambiente, “- CO2 e + Food”, non facciamo che i” falsi benefattori dell’ambiente”, solo per i loro interessi sottraggano territorio finalizzato all’agricoltura.

Nel mentre invito tutti ad impegnarsi per questo “ambiente caddiano”, ricordiamoci che il primo controllo d’inquinamento che dobbiamo attenzionare nella quotidianeità lo dobbiamo fare nei nostri cuori.

La prossima rubrica sarà dedicata al welfare, al mondo del lavoro, all’occupazione

giovanile, ad un nuovo modo di fare relazioni industriali e al problema di come difendere pensioni sostenibili.

Siamo oltre le pari opportunità, tutta la partita se la stanno giocando tre donne e vediamo se la Marcegaglia riuscirà a mettere la Camusso nel Forn….ero.

Dobbiamo avere fiducia nei prossimi giovani, lo ripeto ancora, per preparare la nuova “classe politica missionaria” in sostituzione di quella attuale che considero dimissionaria nell’impegno e nella credibilità.

 

29,12,2011

 

 

Il Presidente Nazionale del CAD

Ing. Gerardo ROSA SALSANO

 

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