N° 8

 

COME FARE ECONOMIA DI MERCATO A SOCIALITA’ SOSTENIBILE

 

Imperativo categorico: sciogliere nell’acido la famigerata finanza speculativa, portatrice di tanta ricchezza a pochi e miseria ai meno abbienti. Insomma la metastasi della socialità sostenibile.

 

Spinti dalle note di condivisione che gli amici caddiani hanno rivolto all’ultima rubrica, capiamo che l’appello a giocarci la partita è stato accolto per cui vediamo di condividere programmi e strategie per raggiungere il titanico obiettivo.

 

Il Paese, modello di democrazia, è condotto da un Governo che, nella consapevolezza di non aver alternative, si comporta con “autoritarismo acromatico”, pur conscio di non rappresentare il popolo sovrano, essendo sicario di una politica che ha tradito il mandato elettorale.

Ogni tanto il mondo artefatto della comunicazione, compiacendosi comunica che l’indice di gradimento del Professore và oltre il 60%.

Molto probabilmente saranno i risultati provenienti da sondaggi commissionati dai portavoce del Qurinale: Bersani e Casini.

Dove nel ruolo di portavoce dobbiamo dire la verità eccelle Casini.

 

Dai nostri riscontri veri sul territorio registriamo una sofferenza popolare che è a rischio “sollevazione”, in Sicilia, da sempre anticipatrice dei futuri nazionali, il Movimento dei Forconi ha messo in ginocchio la Regione. Non potevano trovare termine più appropriato per trasmettere cosa ci voglia per deleggittimare la casta politica e la supercasta “oligarcoburocratica”: “Forconi Popolari” contro “Forchette Istituzionalizzate”.

 

Calma, non ci auguriamo la sollevazione popolare nazionale, ma vogliamo contribuire a disciplinare un movimento di “indignati moderati”, pronti a determinare quell’auspicata inversione di tendenza, possibile solo con una nuova giovane classe politica che miri effettivamente al Bene Comune e non sia solo e supinamente al servizio dell’ “economia monarca”: banche e assicurazioni.

 

La politica, l’oligarchia burocratica, i poteri forti da sempre hanno condotto questo Paese. Con l’avvento di Tangentopoli, i poteri forti hanno declassato la Politica da organo supremo di mediazione ad organo d’esecuzione di strategie imposte dall’ “economia monarca” e verificate dall’oligarchia burocratica. Con lo sfascio dell’Europa, non potendo più digerire nemmeno i tempi della “democrazia apparente”, i poteri forti decidono di consegnare le strategie direttamente alla travestita burocrazia “tecnoautoritaria” ,espellendo di fatto la politica espressione del……..Popolo Sovrano, ma riconoscendo legittimamente la burocrazia espressione del Popolo……Bue.

 

Dobbiamo limitare i danni e prepararci alle prossime elezioni, sperando che ci sia data ancora l’opportunità del voto, visto che qualcuno non pensi sia una perdita di tempo e sperpero di risorse economiche.

 

Questa oligarchia si è affrettata a salassare il popolo mite, pensionati e dipendenti ormai al collasso di rappresentatività sociale, quindi dopo il cosiddetto decreto “SalvaEuropa”…sic….”ammazzapensionati”, si passa alle Liberalizzazioni, “giustamente” iniziando con i piccoli: taxi, farmacie, ordini professionali, benzinai,chioschi giornali e comunica solo linee guida per i mega interessi bancari, assicurativi ed energetici. Nessuna sorpresa non ci potevamo aspettare altro dalla….Voce del Padrone.

 

Siamo per le Liberalizzazioni che si muovono all’unisono per tutti, perché in caso contrario la riforma di uno può portare inaspettati vantaggi agli altri. Si deve fare insieme la riforma del mercato del lavoro, insieme alla riforma industriale, in modo di coniugare questi temi con una socialità sostenibile. Dobbiamo tornare ad incentivare il lavoro che dia occupazione continuativa in una industria che investe sui valori del Bene prodotto e non sui valori della “finanza tossica”. VOGLIAMO CHE IL POTERE D’ACQUISTO DELLA LIRA, PARDON DELL’EURO, TORNI AD ESSERE SOSTENIBILE PER LA POPOLAZIONE A DISAGIO SOCIALE.

 

Passiamo dal posto fisso al posto continuativo.

 

Siamo Francescani, stimiamo Adam Smith profeta dell’Economia Politica e Piero Gobetti, convinto assertore del liberalismo-sociale, vogliamo collaborare a ricostruire un Paese Italia che possa dare speranza progettuale ai giovani in modo da ridare valore alla sana famiglia, vogliamo una diversa Europa, meno ragionieristica, combattuta tra l’ostruzionismo tedesco e il “doppiogiochismo” francese, e più orientata a supportare i Paesi meno fortunati, invitati a partecipare e non ad essere sudditi: PER FAVORE QUESTI COMPITI LASCIATELI ALLA POLITICA ESPRESSIONE DEL POPOLO VOTANTE.

 

Rileviamo inoltre lo sforzo che il cartello della comunicazione sta facendo propinandoci continuamente il viso della “Voce del Padrone” in ogni programma televisivo di alta audience nella speranza di alzare effettivamente l’indice di gradimento popolare. Chissà se fosse arrivata finalmente l’ora di usare meno il televisore e passare a qualche sana lettura.

 

Intanto lo spread, irriverentemente, non si abbassa di fronte alle formule dei professori eletti in laboratorio, di contro si prova a declassare la famigerata Standard&Poors mettendo in campo la Procura di Trani.!!!! Forse qualcuno aveva soffiato loro che tra i “tecnici rilevatori” o tra gli advisors ci potesse essere il Cavaliere??? Due piccioni con una FAVA?

Ridere non è permesso in questo momento emergenziale.

 

Mettiamoci in moto, mettiamo in campo il nostro operato solidale raggruppandoci in un movimento di volontariato politico territoriale, perché il Paese in emergenza non ha bisogno di pochi cinici esecutori, ma di tanti volontari entusiasti uomini che collaborino ad arginare il presente e contribuire a porre le basi per un futuro diverso più democraticamente partecipato.

 

Nell’arco dei Convegni dove parleremo di questo impegno, nonché sulle formule attuative per proporre la riformulazione di una economia secondo la dottrina sociale della chiesa stabiliremo le forme e i contenuti della nostra partecipazione al cambiamento.

 

 

TRA LA GENTE PER LA GENTE

 

IL VOSTRO PRESIDENTE CON VOI PER VOI

 

Il popolo è sempre presente, e potenzialmente attivo per contribuire alla rinascita del paese. Bisogna consolidare sul territorio piccole iniziative individuali e di gruppo che poi devono con vergere in un unica regia rappresentativa che metta in rete tutti e non diventi oligarchia come l'attuale sistema. Pochi a comandare per tanto mangiare. Tutti all'opera.

 

 

sandro.ruiu@alice.it

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