UN MINISTERO PER L’EMERGENZA, SICUREZZA E PREVENZIONE

 

Cari Caddiani,

 

un disagio territoriale così vasto questo Paese non l'ha mai conosciuto.

Le istituzioni nell'affrontare le difficoltà si sono dimostrate confuse, impreparate e nel delirio del "NON SAPER COSA FARE" senza soldi, hanno solo saputo trovare il modo di confliggere tra di loro.

I Comuni sono responsabili dell'agibilità e della viabilità delle strade nei loro territori, eventuali interventi d'emergenza che dovessero necessitare sono giustificati solo dopo che i Comuni stessi hanno impiegato tutte le loro risorse all'eliminazione dei disagi, non chiedere "facilonamente" aiuto, senza impiegare e intraprendere alcuna iniziativa per proprio conto.

 

Questo il vero disastro !!!

 

La rete dei Comuni in Italia è cospicua, non dobbiamo deleggittimarli, sia essi piccoli o grandi, ma li dobbiamo misurare sul grado di efficienza riguardante il loro compito più delicato che è il controllo e la sicurezza dei loro territori. Non disperdiamo risorse inutilmente, recuperiamole dai privilegi della casta “politica in vacanza” e mettiamole a disposizione dei Piccoli Comuni.

Leggiamo con piacere il suggerimento dei Vigili del Fuoco che chiedono un Ministero dell' Emergenza, che raggruppi insieme loro e la Protezione Civile.

Noi siamo d'accordo su questa proposta, che lascia fare a chi sa fare e, non ai "POLEMIZZATORI POLITICI (si fa per dire) CHIACCHIERANTI" e ci permettiamo di completare la proposta, pensando ad un Ministero della Prevenzione, Sicurezza ed Emergenza con particolare potere al controllo del dissesto idrogeologico del territorio con competenze di controllo e verifica in via breve di ogni autorizzazione edilizia nei territori particolarmente sensibili. Insieme alla Protezione Civile pensiamo sia opportuno prevedere la partecipazione di Croce Rossa e Volontariato Organizzato, nonché una parte dell’Esercito specializzato su questi particolari compiti.

Potremmo cosi’ reimpiegare i tanti cassintegrati in attesa di un lavoro, utilizzando finalmente le tante associazioni di volontariato che non operano per mancanza di coordinamento.

Per ripulire un fiume o un canale sarebbe una soluzione economica dai risvolti sociali spaventosi, così come per la manutenzione e la pulizia dei boschi: si produrrebbe biomassa e sarebbe un controllo per eventuali incendi dolosi. A tal fine sarebbe auspicabile la formazione di strutture operative, magari formate da immigrati organizzati in forme cooperativistiche, così da metterle al servizio dei Piccoli Comuni e dei loro territori.

Prima troviamo il lavoro, dopo discutiamo su come disciplinarne il rapporto. Questo vale per l’intero sistema Italia, ancora in attesa di un Piano Industriale Nazionale a supporto o in sostituzione dell’attuale corpo operativo completamente deindustrializzato, su cui impostare la crescita economico-sociale effettiva.

La seconda Repubblica ci aveva promesso un recupero di moralità, siamo rimasti de….Lusi, ci aveva promesso una rivoluzione socio-liberale, siamo rimasti de…Lusi, ci aspettavamo da loro questo Piano Industriale, siamo rimasti de…Lusi, insomma dopo la fine della Prima Repubblica, siamo ancora in cerca d’Autore!!!! Siamo Cristiani, la speranza è la anticipazione militante dell’avvenire.

Mi aspetto anche questa settimana suggerimenti e opinioni che danno a questa rubrica lustro e riconoscimento sociale e politico.

Grazie a tutti.

 

 

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